Casale: #CasaleMonferratoCapitaleItalianadellaCultura2020.

January 30, 2018

Per sostenere la candidatura di Casale Monferrato mi sembra utile dedicare questo blog alla Sinagoga proponendo una visita  a questo importante monumento della città e la suo Museo. Nel 1996 pubblicavo  un breve saggio che faceva luce sulla fase settecentesca del sacro oratorio.

La ricerca, commissionatami dal professor Amedeo Bellini, profondo conoscitore dell'architettura  Settecentesca in Piemonte, cercava quale fosse stata la matrice culturale del restauro più noto eseguito dal Professor Giuseppe Archinti (1865-1867) per celebrare l'avvenuta emancipazione della Comunità Israelitica.

La conformazione della volta, le lunette in cui sono inserite le finestre, la dimensione delle aperture, i tralicci lignei del matroneo, facevano pensare ad una influenza piemontese. In effetti le mie indagini hanno trovato in Ferdinando Bianchi Ingegnere della città di Casale dal 1744 la personalità colta e raffinata che attuò un restauro del precedente tempio, innanzitutto sostituendo il vecchio solaio ligneo con una  volta in muratura e con le  lunette, che rispondono perfettamente a quanto vediamo oggi. L'unicità di questa architettura, che verrà sostanzialmente riconfermata dai restauri ottocenteschi, si deve al fatto di costituire  un unico esempio di contaminazione  del gusto tardo barocco della capitale sabauda, ponendosi all'interno dei due estremi del dibattito culturale a casale nel Settecento (classicismo da un lato e rococò scapittiano dall'altro).

I restauri del Professor Archinti da intendersi come completamenti "à l'identique" della preesistenza settecentesca di Bianchi, costituiscono invece rare testimonianze di un neo barocco, che conta solo alcuni esempi nella prima metà dell'Ottocento in ambito milanese. 

 

 

 

 

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